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Gli Impresari, Machina del tuono e della saetta, Ca' Rezzonico - Museum of 18th-century, Venice, 2014.
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Gli Impresari, Machina del tuono e della saetta, Fondamenta 3.0, Venice, 2014. © ph. Daniele Alef Grillo
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Gli Impresari, Machina del tuono e della saetta, Fondamenta 3.0, Venice, 2014. © ph. Daniele Alef Grillo

Machina del tuono e della saetta
Iron, wood, rope
2014

In collaboration with How we dwell


EN
For 'Art Night Venezia 2014', Gli Impresari transformed the central court of the Ca’ Rezzonico Museum into a theatrical wing with the installation Machina del Tuono (Thunder Machine), a device with architectural dimensions but an ephemeral spirit.

The project includes the reconstruction of a 17th century lightning machine, along with a supporting wooden structure that allows the device to work without the presence of a theatre’s rigging loft.
A resonating chamber that transforms the dry sound made by the collapse of the iron plates into thunder’s typical deep rumbling emanates from the base of the structure. Transforming the viewer’s visual perspective, the piece imposes itself in the space, revealing the mechanism hidden behind a spectacular artifice such as the recreation of a thunderbolt as performed in ancient theatre. The viewers understanding, though remains ambiguous: the mechanism is revealed, but not the force that moves it.

IT
Per 'Art Night Venezia 2014', il collettivo Gli Impresari trasforma la corte centrale del Museo di Ca’ Rezzonico in una quinta teatrale con l’installazione Machina del Tuono, un dispositivo dalle dimensioni architettoniche ma dallo spirito effimero.

Il progetto comprende la ricostruzione di una macchina della saetta seicentesca, insieme ad una struttura in legno di supporto, che permette al dispositivo di funzionare senza la presenza della graticcia di un teatro. La base della struttura è composta da una cassa di risonanza che trasforma il secco rumore prodotto dal collasso delle lastre di ferro, nel cupo rimbombo proprio del tuono.
Ribaltando il piano visivo dello spettatore, l’opera si impone nello spazio svelando il meccanismo che si cela dietro a un artificio spettacolare come la riproduzione di un tuono, così come veniva concepito nel teatro antico. Lo spettatore si trova però, ancora una volta, in una posizione ambigua: il meccanismo è svelato, ma non la forza che lo muove.